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Busto di San Sisto

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Argento sbalzato, inciso, cesellato, dorato, rame dorato e gemme
1440-1450 d.C.
Anonimo argentiere viterbese
Altezza 52 cm, larghezza 50 cm, profondità 30 cm

 

Il busto è il reliquiario di san Sisto II, salito al soglio pontificio nel 257 e martirizzato nel 258 durante l’impero di Valeriano insieme ai suoi diaconi, e proveniente dalla Chiesa di san Sisto. L’opera ha una base in metallo dorato sostenuta da peducci sferici, sul paramento, sulla stella raggiata e sulla tiara sono presenti ricchi decori a punzone. Arricchiscono ulteriormente l’opera alcune pietre dure.

Alla base vi è scritto: Capitis s.tî Sixti pape Viterbii condito.

L’opera è citata da Niccolò della Tuccia, in occasione di una processione ordinata da Monsignor Pietro di Francesco, vescovo di Viterbo e Toscanella, al 20 Settembre 1467 quando si dice trasportato nella processione in onore della Madonna della Quercia in «un tabernacolo di legname portato da quattro preti». Questa data costituisce il termine ante quem per la datazione dell’opera.

Il reliquiario in questione è stata spesso accostato al busto di Santa Margherita conservato a Montefiascone, ma la realizzazione di ispirazione senese marca una differenza notevole rispetto al realismo con cui è raffigurato il papa martire. Forse il busto di San Vivenzio che si trova a Blera, realizzato dal viterbese Bartolomeo di Russolino, costituisce un confronto più pertinente.

 

BIBLIOGRAFIA

Mauro Galeotti, L’illustrissima Città di Viterbo, Viterbo, 2002
Scalabroni 1983, p.382
Pace Bonelli 1994, pp.17-18
Pedrocchi 2008, p.82
– Benedetta Montevecchi (a cura di), Sculture Preziose. Oreficeria sacra nel Lazio dal XIII al XVIII secolo, Edizioni Musei Vaticani, Città del Vaticano 2015

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